
Al Museo del Ciclismo Gino Bartali si è svolta un’altra serata di approfondimento dedicata a curiosità e aneddoti del mondo delle due ruote, questa volta incentrata sulla figura del meccanico al seguito dei campioni, protagonista spesso silenzioso ma decisivo nella storia del ciclismo.
L’incontro, condotto con la consueta competenza e preparazione da Marco Pasquini, giornalista e storico del ciclismo, ha proposto un racconto ricco di memorie e dettagli, grazie agli interventi di Stefano Del Re e Graziano Capanni, che hanno ripercorso i loro inizi da aspiranti corridori e il successivo approdo al mestiere di meccanico, vissuto sempre a stretto contatto con i campioni e con l’ambiente delle grandi corse.
Prima del loro intervento, la serata si è aperta con la presentazione dell’Almanacco del Ciclismo 2026, momento che ha ribadito il valore della memoria sportiva e della documentazione storica per raccontare il movimento ciclistico in tutte le sue sfumature.
Un passaggio particolarmente sentito è stato il ricordo del meccanico Berto Sguerri, affidato ad Andrea Martini, in un clima di partecipazione che ha reso omaggio a una figura di riferimento per più generazioni di addetti ai lavori.
Nel suo intervento, il responsabile ciclismo Uisp Firenze Lorenzo Nigi ha sottolineato come dai meccanici arrivino spesso i racconti più veri e significativi, quelli che non sempre si trovano nella stampa ma che restituiscono con maggiore autenticità il dietro le quinte del ciclismo.
La serata si è chiusa con un gesto dal forte valore simbolico: Stefano Del Re ha donato al Museo del Ciclismo, consegnandola nelle mani di Maurizio Bresci, la maglia iridata conquistata da Maurizio Fondriest nel 1988, un cimelio che arricchisce ulteriormente il patrimonio del museo e ne rafforza la funzione di custode della memoria ciclistica.
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